Invalidità e patente: la storia di Anna

Mi chiamo Anna e ho 46 anni, da 10 soffro di una malattia mentale che hanno diagnosticato come schizofrenia e sono seguita dal Centro di Salute Mentale. Da un paio di mesi non posso più guidare la macchina perché mi hanno dichiarata non idonea alla guida. L’associazione UmanaMente, di cui faccio parte, ha ritenuto la mia storia utile anche per altri nella mia situazione e così insieme abbiamo voluto approfondire i temi riguardanti l’invalidità e la patente di guida. Io ho preso la patente quando avevo 18 anni e da allora ho sempre guidato. A 36 ho avuto il mio primo scompenso psicotico e nonostante la diagnosi psichiatrica di schizofrenia a 38 anni la patente mi è stata rinnovata. Da diverso tempo il Servizio di igiene mentale mi suggeriva di richiedere l’invalidità per poter avere una pensione e così a Ottobre del 2010 ho detto agli operatori di procedere con la richiesta. A primavera sono andata con la mia assistente sociale prima alla commissione medica Invalidi Civili di competenza territoriale e poi all’I.N.P.S. in Via Gramsci 8.
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Giudizio diagnostico della commissione
Anamnesi: ipotiroidismo seguita dal C.S.M. di San Lazzaro da circa 10 anni per disturbo schizofrenico. Attualmente effettua percorso riabilitativo in regime diurno presso casa mantovani
Esame obiettivo: vigile, risponde a tono.
Dispercezioni in atto. Deambulazione autonoma.
Documentazione: referti vari (varie degenze ospedaliere e cartelle C.S.M.)
La commissione ha accertato patologia di competenza della commissione.
Diagnosi: schizofrenia paranoide cronica ipotiroidismo
Da rivedere: 3/4/2012
GIUDIZIO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE
Il richiedente è riconosciuto: invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (L 18/80 e 508/88)
100% invalidità.
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Insieme all’invalidità al 100% Anna ottiene anche l’accompagnamento, ma l’inidoneità alla guida.
Anna vorrebbe non perdere la pensione di invalidità e l’accompgnamento, ma anche desidererebbe poter guidare. COME FARE?
Il laboratorio editoriale di UmanaMente ha voluto approfondire i vari argomenti che riguardano:

Per approfondire gli ultimi due temi è stata chiamata la dr.ssa Lucia Cretella, esperta di
neuropsicologia.
Come ha fatto Anna? (aggiornamento a 1 anno di distanza)
Non si è persa d’animo, ha creduto nelle proprie abilità di guida e ha cercato di porre rimedio a quello che è sembrato essere un malinteso. E’ tornata in commissione medica patenti chiedendo cosa dovesse fare per poter riavere la patente. Le è stato detto che avrebbe dovuto rinunciare all’accompagnamento e di dover presentare un certificato di visita neuropsicologica che attestasse la sua idoneità. La commissione le ha dato anche la lista con i tre centri convenzionati sul territorio bolognese dove si compiono questo genere di valutazioni. Anna ha preso appuntamento e si è recata in uno dei centri e ha svolto le prove neuropsicologiche con risultato positivo. L’esame ha avuto un costo di 150 euro. Anna ha scelto il centro meno costoso, poiché altri chiedevano fino 200 euro.
Con il certificato alla mano e la rinuncia all’accompagnamento Anna è tornata in commissione medica patenti e le è stata rilasciata patente di guida temporanea. Il richiamo in commissione è previsto dopo 1 anno.