Mel Ancony Racconta

Mel Ancony

Il suo vero nome non dice nulla di lui e di ciò che si può leggere nei suoi scritti.
Mel Ancony scrive poesie e racconti di carattere introspettivo o autobiografico, in cui parla di sé e del suo più profondo sentire: la malinconia, appunto. Ci offre questi scritti perché la sua storia e i suoi vissuti possano avere punti di contatto con le storie e i vissuti di altre persone, che potrebbero in parte riconoscersi e prendere contatto con proprie emozioni.
In virtù della sua passata esperienza professionale di educatore, Mel Ancony ci offre anche una visione del disagio psichico più completa: dal doppio punto di vista di chi lo vive in prima persona ma lo ha anche conosciuto osservandolo nelle persone di cui si occupava per lavoro o in altre persone con cui si trova in contatto grazie alla sua partecipazione alle attività di UmanaMente. Dopo questa esperienza di educatore, Mel Ancony è tornato a quello che era stato il suo primo amore, la riflessione filosofica. Attualmente sta riordinando articoli, lettere e appunti, alcuni dei quali scritti molto tempo fa, per trarne dei racconti e brevi saggi di argomento filosofico. Questi racconti potrebbero essere definiti saggi ma in veste narrativa.
Tramite gli scritti, oltre alla sua diretta partecipazione alle attività di UmanaMente, cerca di offrire quel contributo che pensa essere alla sua portata: un contributo offerto non solo all’Associazione, ma anche a tutti quelli che vorranno contattarlo e dialogare con lui tramite il sito.

Estratto della tesi

L’adulto coabitante

A chi vivrà

A voi miei piccoli

Amarti ancora

Avanti tutta

Così parlò la vita

Il migliore

Il re della strada

Ritornando nel buio

Se fai il bravo

Un carroarmato a pedali

Un lupo vestito da pastore

Verrà la luce

Vivessi dentro di te

Rischi di stigma e inadeguatezza del linguaggio